Ciao
io sono Giorgia, sono una bambina sana, allegra e felice, ma la mia
nascita ha mandato i miei genitori nel panico e nella disperazione .
La mia
mamma il giorno prima che io nascessi, non si sentiva molto bene, aveva
visto delle piccole emoraggie e quindi è corsa al pronto soccorso. Il
suo ginecologo l’ha visitata e le ha detto che era già dilatata di 5
centimetri, che non c’era molto da fare e che la bambina sarebbe nata.
La mamma non credeva alle parole del dottore, improvvisamente le
sembrava di essere piombata in un incubo, ma com’era possibile partorire
a sole 24 settimane di gravidanza?!?
Non si
potevano fermare le contrazioni, bisognava però cercare di rallentarle,
perché ogni ora guadagnata sarebbe stata una “chance” in più, per me, di
sopravvivere.
Le hanno
subito iniettato del Bentelan, un corticosteroide, per aiutare i miei
piccoli polmoni a maturare, e hanno trasferito la mamma in un altro
ospedale (Ospedale Sant’Anna di Ferrara), dove c’era il reparto di
Neonatologia.
Non
riescono a guadagnare molto tempo ed io nasco, ho fretta di nascere,
sono in posizione podalica ed esco con i piedini.
Mi
avvolgono in un telo e mi portano subito via, piango e respiro da sola,
ma la mia mamma non lo sa, non sa se sono nata viva, il mio flebile
pianto lo sente il mio papà che era rimasto fuori dalla sala parto
spaventato a morte dalle parole dei ginecologi. Solo lui mi vede subito,
deve seguire i dottori in Terapia Intensiva.
Dopo i
primi esami clinici mi hanno riscontrato la persistenza del “dotto
arterioso di Botallo”, che con terapie farmacologiche si è chiuso in
pochi giorni, “stress respiratorio” “ittero del prematuro”, inoltre ho
contratto “un’infezione da candida”.
La mia
mamma viene a trovarmi il giorno dopo, lo so che è spaventata, la stanza
in cui mi trovo è piena di monitor e allarmi che suonano in
continuazione, io sono piena di tubicini. La mamma dice che ero
minuscola stavo in una mano, pesavo 630 grammi ed ero lunga 32 cm. Ero
tutta rossa con la pelle trasparente e si vedevano tutte le vene, avevo
mani e piedi lunghi e sottili. Per lei ero bellissima (cuore di mamma),
dice che non pensava che così piccola potessi essere perfettamente
formata.
Io ero
forte, respiravo da sola, sono stata intubata solo per poche ore ed ho
giusto un po’ d’ossigeno in culla, ma per non farmi affaticare troppo
sono stata posta in n-CPAP per qualche giorno, non bisognava disperdere
troppe energie, la strada era ancora lunga.
La cosa che
preoccupava di più era l’infezione “da candida”, perché per noi
prematuri le infezioni sono molto pericolose, ma con la terapia
antifungina anche quella è passata, ed anche la glicemia che non era
stabile dopo un po’ di settimane si è risolta.
Mamma, te
l’avevo detto che ero una piccola guerriera! Tu e papà avevate paura,
quante notti in bianco, quante ansie e preoccupazioni, quanti sensi di
colpa mamma per non avermi saputo proteggere, per non essere riuscita a
portare a termine la gravidanza! Voi eravate sempre con me, anche se il
tempo per stare insieme era veramente poco, un’ora al giorno, vi
facevate coraggio e la speranza non vi ha mai abbandonata ed io vi ho
stupiti con la mia forza, la mia voglia di vivere.
E così,
dopo 27 giorni di Terapia Intensiva, giorni fatti di alti e bassi, di
crisi più o meno importanti, il 27 novembre, arrivati ad un peso di 820
grammi, siamo passati nella sub-intensiva.
Qui la mia
mamma si è sentita finalmente UNA MAMMA, poteva stare con me tutto il
giorno, poteva prendermi in braccio, le infermiere le hanno insegnato a
staccare tutti i sensori che ancora avevo, poteva farmi il bagnetto,
pesarmi, ma la cosa più importante da fare per noi due era la
marsupioterapia.
Un
momento di legame intenso tra la mamma e me, sentivo il suo odore, il
suo battito del cuore, io stavo così bene lì accoccolata che spesso
dormivo beata.
I giorni
passavano, io stavo bene, dovevo solo mettere su un po’ di etti per
potere andare a casa, ma dietro l’angolo un altro nemico era da
sconfiggere. A 67 giorni di vita ho sviluppato una sepsi da streptococco
di gruppo B, sono stata intubata perché non respiravo più da sola,
desaturavo in continuazione, e mi hanno curata con l’antibiotico.
Inoltre l’oculista in una delle tante visite mi ha diagnosticato una ROP
(Retinopatia della prematurità), in zona II stadio II all’occhio destro
e in zona II stadio IIII all’occhio sinistro.
Per la ROP
abbiamo continuato a fare visite oculistiche anche una volta dimessi,
siamo stati anche in altri ospedali per ulteriori consulti e finalmente
il 10/08/2009 ci hanno detto che tutto si era risolto da solo, che il
pericolo dell’intervento al laser era scongiurato. Per quanto riguarda
l’infezione da streptococco, dopo 15 giorni di antibiotico è guarita, e
così i dottori ci hanno dato la notizia che aspettavamo da tanto tempo:
potevamo andare a casa, dopo aver fatto le giuste vaccinazioni di legge.
83
giorni dopo la mia nascita, il 21 gennaio 2009 abbiamo vinto la
battaglia. Salutando tutti, medici ed infermiere, che sono stati tutti
stupendi e gentili e si sono presi cura di me, la mamma non ha potuto
trattenere le lacrime, lacrime di felicità, cominciava una nuova
avventura in un certo senso una seconda nascita.